Formazione NIS2 per i dirigenti: guida pratica
Cosa dovrebbero imparare i membri dei consigli di amministrazione e le direzioni aziendali sui rischi legati alla sicurezza informatica, sulle responsabilità e su una supervisione efficace.

I membri della direzione di enti importanti e particolarmente importanti devono partecipare regolarmente a corsi di formazione che li mettano in grado di riconoscere e valutare i rischi legati alla sicurezza informatica e le misure adeguate di gestione del rischio. Un modulo generico per i dipendenti sulle e-mail sospette non è sufficiente a questo scopo. La formazione deve essere adeguata alle responsabilità dirigenziali: comprendere i rischi, mettere in discussione le decisioni, approvare le misure e monitorarne l’attuazione.
In Germania, questo obbligo è sancito dal § 38, comma 3, della BSIG. Le aziende dovrebbero quindi pianificare un proprio programma specifico per la direzione o il consiglio di amministrazione, aggiornarlo regolarmente e documentarlo in modo tracciabile.
Perché la NIS2 si rivolge direttamente alla direzione aziendale
La NIS2 considera la sicurezza informatica una questione di leadership e gestione del rischio. Ai sensi dell’articolo 20 della direttiva NIS2, gli organi direttivi devono approvare le misure di gestione dei rischi legati alla sicurezza informatica, monitorarne l’attuazione e seguire corsi di formazione.
Il BSI riassume chiaramente questa aspettativa: la sicurezza informatica deve essere parte integrante delle attività aziendali e della gestione dei rischi. La sua guida alla formazione della direzione aziendale sulla NIS2 funge da guida per i dirigenti e gli enti di formazione riguardo alla portata e ai requisiti.
Questo cambia la prospettiva interna. Non si tratta più solo di sapere se il reparto IT gestisce un programma di sensibilizzazione. La direzione deve essere in grado di valutare se l’organizzazione ha scelto misure adeguate, quali rischi residui permangono e se le lacune individuate vengono effettivamente colmate.
Cosa dovrebbe essere in grado di fare la direzione aziendale dopo la formazione
Una buona formazione non trasmette dettagli tecnici solo per il gusto di farlo. Ti dà la capacità di prendere decisioni.
Dopo la formazione, la direzione aziendale dovrebbe in particolare:
- essere in grado di classificare i principali rischi informatici del proprio modello di business
- comprendere le responsabilità tra direzione, CISO, IT, protezione dei dati, compliance e reparti specialistici
- essere in grado di valutare criticamente l’adeguatezza delle misure di gestione del rischio proposte
- conoscere le procedure di escalation e segnalazione per incidenti di sicurezza significativi
- essere in grado di valutare le ripercussioni su operazioni, clienti, catena di fornitura, finanze e reputazione
- distinguere gli indicatori significativi dai semplici dati di attività
- decidere consapevolmente in merito all’accettazione documentata dei rischi
- monitorare l’efficacia e l’ulteriore sviluppo delle misure
Un certificato da solo non dimostra questa capacità. I contenuti della formazione, il confronto con i responsabili e il collegamento con i rischi aziendali reali sono più importanti di una serie di slide il più possibile esaustiva.
Ecco cosa deve includere un corso di formazione NIS2 per la direzione aziendale
1. Ambito di applicazione e responsabilità
I partecipanti hanno bisogno di una chiara inquadramento: perché l’azienda rientra nell’ambito di applicazione? Qual è la normativa nazionale di attuazione? Quali compiti spettano alla direzione aziendale e quali ai ruoli operativi?
La formazione dovrebbe inquadrare correttamente gli obblighi legali, ma senza creare un falso senso di sicurezza. Non sostituisce la consulenza legale sui casi specifici.
2. Rischi informatici nel proprio modello di business
Gli elenchi astratti di minacce non bastano. Sono più rilevanti le conseguenze concrete:
- Interruzione dei servizi critici
- Manipolazione dei processi aziendali o produttivi
- Rischi legati all’identità e all’accesso
- Ransomware e fuga di dati
- Social engineering contro i reparti finanziari, di assistenza o i dirigenti
- Dipendenza da partner cloud, IT e della catena di fornitura
La direzione dovrebbe capire quali scenari possono avere conseguenze esistenziali o rilevanti dal punto di vista normativo.
3. Misure di gestione dei rischi secondo la direttiva NIS2
L’articolo 21 elenca un ampio catalogo di misure, tra cui la gestione degli incidenti, la continuità operativa, la sicurezza della catena di fornitura, la gestione delle vulnerabilità, la cyberigiene, la formazione, la crittografia, il controllo degli accessi e l’autenticazione a più fattori.
La formazione per i dirigenti dovrebbe mostrare come questi ambiti interagiscono tra loro. La sensibilizzazione è parte di questo processo, ma non sostituisce i controlli tecnici e organizzativi.
4. Gestione degli incidenti e canali di segnalazione
In caso di emergenza, la direzione deve sapere:
- chi classifica un incidente internamente
- chi prende le decisioni relative alle operazioni, alla comunicazione e al supporto esterno
- quali procedure di escalation sono previste
- quali informazioni servono per le segnalazioni e i resoconti sulla situazione
- quando attivare la gestione delle crisi o la continuità operativa
Un breve scenario da tavolo è spesso più efficace di un’altra presentazione. Mette in luce se i ruoli e i processi decisionali funzionano davvero.
5. Supervisione e controllo dell’efficacia
La direzione ha bisogno di indicatori che supportino le decisioni. Sono utili, ad esempio:
- la copertura dei sistemi critici tramite controlli definiti
- le misure ad alto rischio ancora in sospeso e da quanto tempo
- i test di ripristino e i tempi di ripristino raggiunti
- gli incidenti e i quasi incidenti, suddivisi per causa ed effetto
- la copertura della sensibilizzazione, il tasso di segnalazione e il tempo che intercorre fino alla segnalazione
- completamento ed efficacia dei miglioramenti approvati
Il solo tasso di completamento della formazione non basta a dimostrare se la gestione dei rischi sia efficace.
Perché una normale formazione dei dipendenti non basta
Un modulo base per i dipendenti risponde a domande come: come riconosco un messaggio sospetto? Dove lo segnalo? Come mi comporto in caso di una richiesta MFA inaspettata?
La direzione deve prendere altre decisioni:
- Il budget è adeguato al rischio?
- Le responsabilità e le procedure di escalation sono chiare?
- I servizi critici possono continuare a funzionare o essere ripristinati dopo un incidente?
- I rischi legati ai fornitori sono gestiti in modo adeguato?
- Quali rischi residui l’azienda accetta consapevolmente?
- Come viene monitorata l’attuazione delle misure?
Per questo le aziende dovrebbero considerare la formazione per la direzione come un percorso a sé stante, invece di limitarsi a riassegnare il modulo generale di sensibilizzazione.
Con quale frequenza dovrebbe essere formata la direzione?
Il § 38, comma 3 della BSIG richiede una partecipazione regolare. Stabilire una frequenza unica per tutte le aziende non avrebbe molto senso dal punto di vista tecnico, poiché il rischio, la velocità dei cambiamenti e le conoscenze pregresse variano da caso a caso.
Un modello praticabile prevede:
- una formazione iniziale all’inizio dell’obbligo o al momento dell’ingresso nella direzione aziendale
- un aggiornamento periodico a cadenza prestabilita
- aggiornamenti mirati in caso di cambiamenti significativi a livello giuridico, di minacce o di attività aziendale
- esercitazioni a seguito di cambiamenti significativi nei processi di gestione delle crisi o di segnalazione
La periodicità dovrebbe essere stabilita e motivata in una linea guida o nel piano di formazione. In caso di forte dinamicità dei cambiamenti, un ciclo standard lungo potrebbe non essere sufficiente.
Come documentare la formazione
Una documentazione attendibile non si limita al nome e alla data. Dovrebbero essere documentati:
- il gruppo target e i membri della direzione che hanno partecipato
- gli obiettivi formativi
- l’ordine del giorno e gli argomenti trattati
- la data, la durata e il formato
- la persona responsabile dal punto di vista tecnico o il fornitore
- la versione utilizzata del materiale formativo
- Attestato di partecipazione o di completamento
- Domande aperte e azioni di follow-up concordate
- Data o logica alla base del prossimo aggiornamento
Se la formazione ha incluso un esercizio, dovresti documentarne i risultati e le misure di miglioramento, senza diffondere inutilmente dettagli tecnici sensibili.
Come integrare i dati sulla sensibilizzazione nella formazione manageriale
La direzione non deve monitorare i singoli dipendenti. Ha bisogno di un quadro d’insieme per capire se il programma di sensibilizzazione riduce i rischi e se i canali di segnalazione funzionano.
Ecco alcune informazioni utili:
- Percentuale dei gruppi target raggiunti
- Tassi di completamento e attività in sospeso
- Andamento del tasso di segnalazione
- Tempo trascorso fino alla prima segnalazione qualificata
- Temi di rischio ricorrenti
- Efficacia dei corsi di aggiornamento mirati
- Problemi organizzativi, come canali di segnalazione poco chiari
La piattaforma di formazione AutoPhish può tracciare gli incarichi formativi, i progressi e il follow-up basato sulle simulazioni. Da qui, la direzione può ricavare un quadro della situazione compatto e sintetico. La piattaforma, però, non sostituisce la formazione specifica per il management su governance, rischio e vigilanza.
Errori comuni
Limitarvisi a un semplice certificato di partecipazione
Il certificato attesta la partecipazione, ma non garantisce automaticamente che i contenuti siano adeguati o che ci sia un coinvolgimento nel controllo aziendale.
Delegare completamente la formazione al reparto IT
Il reparto IT può preparare i contenuti, ma questo non significa che la responsabilità della direzione venga delegata.
Spiegare solo le sanzioni legali
Una presentazione incentrata esclusivamente sulla responsabilità civile raramente porta a decisioni migliori. I rischi aziendali, le misure e la vigilanza devono essere al centro dell’attenzione.
Non collegare la formazione a indicatori reali
Senza un riferimento al proprio registro dei rischi, agli incidenti, ai test e alle misure in sospeso, la formazione rimane astratta.
Trattare allo stesso modo la direzione aziendale e i collaboratori
Entrambi i gruppi hanno bisogno di sensibilizzazione, ma con obiettivi di apprendimento e responsabilità diversi.
FAQ
Chi fa parte della direzione ai fini dell’attuazione della direttiva NIS2?
Dipende dalla forma giuridica, dalla funzione e dall’attuazione nazionale. Le aziende dovrebbero verificare legalmente l’attribuzione concreta e non basarsi solo sui titoli di lavoro.
Tutti i membri della direzione devono partecipare?
L’obbligo di formazione riguarda i membri della direzione delle organizzazioni interessate. Un singolo “responsabile della sicurezza informatica” non sostituisce automaticamente la qualifica degli altri membri della direzione.
È sufficiente un corso online?
Un corso online può essere una parte del percorso formativo, purché gli obiettivi didattici, i contenuti e l’attestato di completamento siano adeguati. Per i rischi specifici dell’azienda e i processi decisionali, spesso è utile anche uno scambio moderato o un’esercitazione.
La formazione deve svolgersi ogni anno?
La legge parla di partecipazione regolare, non di una cadenza annuale fissa per ogni caso. Le aziende dovrebbero stabilire una periodicità basata sui rischi e prevedere aggiornamenti aggiuntivi in caso di cambiamenti significativi.
Le simulazioni di phishing devono far parte della formazione per i dirigenti?
Possono essere un elemento pratico, ad esempio per verificare i processi di segnalazione o di approvazione. Tuttavia, non sostituiscono la formazione su governance, gestione dei rischi e vigilanza.
Conclusione
Una formazione NIS2 per i dirigenti non è una semplice lezione di phishing allungata. Ha lo scopo di mettere i dirigenti in grado di gestire i rischi informatici come rischi aziendali, valutare le misure adeguate e monitorarne l’efficacia.
Per la parte operativa del programma di sensibilizzazione, la piattaforma di formazione AutoPhish offre supporto nell’assegnazione dei compiti, nel monitoraggio dei progressi e nel follow-up mirato. La responsabilità gestionale rimane dove la NIS2 la colloca: a carico della direzione aziendale.